Le condizioni abitative degli anziani

Il recente rapporto sulla condizione abitativa degli anziani che vivono in case di proprietà, 2015, redatto da Auser, Abitare e Anziani e CGIL-SP in collaborazione con l’ISTAT (che ha elaborato i dati dell’ultimo censimento generale della popolazione e delle abitazioni 2011) conferma e consolida quando già rilevato dal 1° rapporto elaborato sulla base dei dati del censimento del 2001:

  • si rafforza il processo di invecchiamento della popolazione che rappresenta il 20,8 % della popolazione residente;
  • cresce la presenza di “grandi vecchi” con età superiore agli 80 anni che ormai raggiunge il 6% della popolazione residente e il 31 % di tutta la popolazione anziana;
  • cresce al 41% la quota di case con la presenza di anziani sul totale della case di proprietà delle famiglie;
  • gli anziani che vivono in case proprie rappresentano l’80,3% della popolazione anziana italiana;
  • aumenta la quantità di abitazioni di grandi dimensioni abitate da anziani soli;
  • il 65,9 delle abitazioni degli anziani che vivono soli ha più di 4 stanze;
  • nel 35,4% il patrimonio immobiliare risale ad anni prima del 1961 e circa il 19,5% prima del 1946: si tratta quindi di abitazioni che per il 54,9% dei casi hanno più di 50 anni.
  • il 76,1% del totale delle abitazioni degli anziani è priva di ascensore;
  • se pure il 91,54% delle abitazioni sono dotate di almeno un impianto di riscaldamento, solo per il 59,1% è autonomo, mentre l 20,8% adotta una soluzione che non prevede un vero e proprio impianto ma più spesso singoli apparecchi o fonti di calore.

Il rapporto offre  interessanti spunti di riflessione in relazione al rapporto tra grandezza demografica dei comuni e condizioni abitative delle persone anziane. Le case più vecchie, costruite precedentemente al 1919, sono infatti localizzate per il 50,3% in comuni con meno di 10.000 abitanti, percentuale che sale al 76% se si prendono in considerazione anche i comuni fino a 50.000 residenti. Ben il 66,8% della case con la presenza di anziani è localizzata in comuni di piccole e medie dimensioni: esattamente il 34% in comuni con meno di 10.000 residenti, il 32,8% in comuni tra 10.000 e 50.000 abitanti, il rimanente 33,2% nei comuni superiore a 50.000 abitanti.

Alcune considerazioni e proposte, a conclusione del rapporto, riportano quanto segue:

Si tratta quindi di agire su due linee di azione. La prima, finalizzata all’adeguamento del patrimonio immobiliare esistente, in larga parte di proprietà degli anziani, adeguandolo ai moderni standard di sicurezza e confort, dotandolo di tutte quelle tecnologie che rendono più agevole le gestione domestica. La seconda linea di azione è quella di rafforzare quell’insieme di relazioni e servizi, tanto pubblici quanto privati, per garantire all’anziano tutti i necessari supporti di vicinato, per sostenerlo e accompagnarlo nelle sue condizioni di salute e nel soddisfare i suoi bisogni sociali e culturali.”

anziani

Dal nostro punto di vista, le politiche messe finora in atto rispetto alle condizioni abitative delle persone anziane appaiono insufficienti e abbandonate a sporadiche iniziative locali.  Riteniamo auspicabile che gli interventi siano sistematici, stabili e continuativi e che avvengano attraverso un coordinamento tra politiche abitative, socio assistenziali ed economico-finanziarie.

In maniera particolare consideriamo che il sistema dei servizi legati all’abitare per anziani non necessiti di grandi investimenti ma della messa in rete delle buone pratiche esistenti su tutto il territorio nazionale (si vedano a tal proposito iniziative come Casa alla velail Condominio di Zia Gessy, Hotel Alzheimer, ecc); della ridefinizione delle  responsabilità e monitoraggio della qualità dei soggetti erogatori; e dell’integrazione di servizi che agiscano sulla progettazione dell’invecchiamento della singola persona anziana e della sua famiglia.

Gli anziani mal sopportano bruschi cambiamenti del loro ambiente di vita fatto di affetti, memorie, vicinanze, relazioni e quindi possono bastare diffuse e leggere misure di riconversione del patrimonio abitativo esistente rendendolo a misura del singolo anziano e del suo ambiente di vita familiare e della rete di prossimità e vicinato.

Consideriamo sia quanto mai urgente un ripensamento del punto di vista del ruolo della persona anziana negli interventi per il miglioramento della qualità di vita: da oggetto passivo di politiche sanitarie e assistenziali, a soggetto attivo da coinvolgere in un progetto di vita di invecchiamento attivo.  

In quest’ottica la scelta dell’abitare (dove e come) diventa fondamentale e deve passare dall’essere una scelta imposta dall’alto e dalle contingenze (istituto, casa di riposo) a scelta meditata e progettata per tempo (casa accessibile e adeguata alle necessità future). La casa deve essere sempre considerata nei suoi fondamentali aspetti antropologici e psico sociali come luogo dell’autodeterminazione e riconoscimento del proprio ruolo attivo nella società.

In tal senso per gli anziani di oggi alcune soluzioni possono essere rappresentate da:

  • adeguamento del patrimonio immobiliare esistente
  • avvio di esperienze di coabitazione nelle case di proprietà con parenti, amici, per rendere la casa anche una risorsa di integrazione al reddito (subaffitto, scambio di servizi, homesharing)

Per gli anziani di domani, invece sono auspicabili:

  • nuove forme di abitare per invecchiamento attivo intergenerazionale;è ampiamente dimostrato, infatti, da esperienze italiane ed europee, che politiche che mirano a garantire un invecchiamento attivo della popolazione anziana si traducono in una notevolissima riduzione della spesa pubblica per servizi sanitari e di welfare

“È urgente ripensare profondamente le relazioni degli anziani con la casa e il contesto di quartiere in quanto è sui caratteri di queste relazioni che si fonderà in futuro la qualità della vita nella terza e quarta età.”

+ info:

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2 pensieri riguardo “Le condizioni abitative degli anziani

  1. […] La casa durante gli anni dell’invecchiamento assume proprio questo ruolo prioritario soprattutto perché la persona che invecchia attraversa progressivi momenti di fragilità personale e sociale. Le condizioni abitative in cui vivono le persone anziane però non sempre sono adeguate alle mutevoli esigenze dell’età (ne abbiamo parlato qui). […]

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