La felicità arriva negli anni della vecchiaia non in gioventù

Fonte: El Confidencial – Alma, corazon y vida, Madrid – 27 agosto 2012 

Gli adulti hanno più emozioni positive rispetto ai giovani perciò sono più felici.

Queste sono le principali  conclusioni dello studio Mood Regulation in Real Time: Differences in the Role of Looking, pubblicato nella rivista Current Directions in Psychological Science, nella quale si dimostra come gli anziani hanno sviluppato più capacità per superare le avversità rispetto ai giovani.

Sono risultati che contraddicono la credenza popolare che associala la gioventù al periodo di vita  di maggior felicità e relega la vecchiaia ad uno stato di  sofferenza a causa del decadimento fisico e intellettivo.

Il direttore della ricerca  Derek Isaacowitz, professore di  psicologia nella Northeastern University,  spiega che gli anziani tendono a intensificare le situazioni che trasmettono loro emozioni positive,  mentre non danno importanza e fuggono facilmente da quelle negative. Questa ricerca di  modelli positivi nelle persone anziane si rinforza nella misura in cui la situazione é più avversa o si è di pessimo umore. Tutto il contrario di ciò che avviene nelle persone di minore età che tendono a rinforzare l’importanza degli avvenimenti negativi e non hanno tanta destrezza nell’incardinare  tante situazioni avverse.

Prolungare le allegrie e accorciare le tristezze

Nelle conclusioni dello studio si pone in rilievo la relazione diretta tra la felicità o il buon stato dell’animo  e la volontà con la quale ci si sforza di cercarlo.

Il corretto uso della attenzione è uno degli elementi che più aiutano al momento di regolare le emozioni per essere capaci di rinforzare una cosa buona e ignorare quella cattiva. Una capacità di controllo degli stimoli che si cerca di incrementare con l’esperienza degli anni contando  così su maggiori strumentie strategie cognitive . Ciò che suggerisce una raggiunta maggior adattabilità alle problematiche  sanitarie  o di altra natura.

Gli incidenti nella vita ci rendono più saggi e ciò provoca un miglioramento nelle nostre emozioni.

I risultati dello studio dimostrano anche che nelle persone anziane gli stadi positivi durano più di quelli negativi. Pertanto, con l’età, le persone hanno più facilità a riprendersi rapidamente dalle proprie pene, mentre sono capaci di rendere più durature nel tempo le allegrie.

Evidenza di false credenze

La felicità si conserva nelle risorse emozionali, le quali aumentano nella misura in cui vanno assestandosi negli anni. Queste conclusioni rinforzano altri studi precedenti come quello realizzato da Peter Ubel della Università di Michigan, al quale parteciparono un totale di 540 adulti che furono divisi in due gruppi, il primo di età comprese a tra i 21 e i 40 anni e il secondo di 60 anni e più.

I partecipanti del gruppo dei 60 anni e più si dichiararono più felici di quelli che non avevano ancora compiuto 40 anni, però al momento di valutare come credevano che si sentisse la gente in funzione dell’età, la maggioranza dei partecipanti si mostrarono convinti che le persone sono più felici a 30 piuttosto che a 70 anni. Per Ubel, il segreto consiste semplicemente nel fatto che “gli incidenti della vita  ci rendono più saggi e ciò provoca generalmente un miglioramento nelle nostre emozioni”.

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