La crisi del welfare in Europa

[FPR  – Anteprima estratto da  “Abitare, assistere e promuovere salute: proposta integrata interdisciplinare per l’invecchiamento attivo in europa –  Espanet Conference Roma, 20 – 22 Settembre 2012]

L’invecchiamento della popolazione europea è un fenomeno ormai consolidato. Oltre numeri assoluti e gli indicatori demografici preoccupano le dinamiche del fenomeno per alcuni aspetti, non affrontati  con dovuta consapevolezza ma definibili dentro una cornice di una “questione anziani”. Il primo aspetto di tale “questione” riguarda il presentarsi del fenomeno com  “epidemia” che andrebbe fronteggiata con strumenti straordinari adeguati e non non con strumenti ordinari.  Il secondo  aspetto riguarda le previsioni su questa rivoluzione demografica in Europa e in Italia,  che risulta il secondo paese più vecchio dopo la Germania[1], che preannunciano un fenomeno tipo “tsunami generazionale” visto che la  popolazione dei nonni (> 65 aa) supera già oggi  quella dei nipoti (< 20 aa) e stime accreditate evidenziano come tra vent’anni e poco prima del 2030, avremo il sorpasso numerico dei bisnonni (ultraottantenni) rispetto  a quella  dei pronipoti (< 10 aa).[2]

[3] Infine un aspetto preoccupante della “questione anziani” è rappresentato dal fatto che l’invechiamento si accompagna sempre più alla perdita della propria autonomia  e condizioni di non autosuficienza. In questo scenario demografico europeo, gli indici di vecchiaia correlati ad un innalzamento degli indici di dipendenza strutturale, esprimono sostanzialmente un divario tra popolazione anziana non attiva o poco attiva e popolazione giovane attiva o potenzialmente  attiva e quindi un  grado di dipendenza economico e sociale tra le generazioni e ciò fa emergere con chiarezza una situazione dell’Ue27, in cui  una maggior richiesta di servizi per anziani non è sicuramente garantita da copertura economica dell’intervento pubblico, visto il  ridursi  della parte di popolazione attiva che dovrebbe garantire la “contribuzione” fiscale  per il finanziamento del sistema all’interno dei  rispettivi sistemi di welfare nazionali. A fronte di questa realtà, accompagnata da  una decrescita economica generalizzata, nessuna previsione affidabile pare rassicurare  su  una rapida crescita economica nell’Europa nell’immediato evidenziando  una  crisi generale del welfare europeo.

Questa crisi, investendo prepotentemente gli aspetti  della salute della persona nel suo invecchiare, aggravata dalla precarietà socio economica che caratterizza la popolazione giovanile, assume rilevanza e connotazione di crisi intergenerazionale europea,  in un contesto di crisi internazionale,  che contamina i settori di cui si nutre la società civile: l’economia, il pensiero e la cultura, l’innovazione e il cambiamento, connottandosi come  crisi del  sistema culturale, economico , sociale e quindi politico. Il contesto della globalizzazione mondiale nei suoi aspetti di economia globale, pensiero e comunicazione globali , salute globale ineludibili rendendono ancora più complessi, questi aspetti della società europea in crisi. L’uscita dalla crisi non configurandosi come soluzione nell’immediato, può tuttavia essere elemento utopico di stimolo per ricercare soluzioni su due direzioni: costruire progettualità finalizzate a mantenere equilibri intergenerazionali fondati sulla solidarietà reciproca e a promuovere un processi di “omestasi e coesione sociale” fondati su azioni di accompagnamento all’invechiamento attivo della popolazione over 65. Si tratta di accogliere e praticare la sfida che viene indicata anche dal Consiglio d’Europa nel proclamare il 2012  come “ l’anno dell’invecchiamento attivo e della solidarietà ta le generazioni”. In quest’ottica, uno specifico processo di governance  interdisciplinare del “sistema anziani” e del “sistema giovani” per le  città potrebbe essere, a nostro avviso, una  valida proposta quale risposta alla crisi del welfare europeo poiché agisce su diversi fronti: il cambiamento intergenerazionale a partire dalla crisi, la visione complessiva del sistema “abitare, assistere, promuovere salute”, l’interdisciplinarietà delle competenze, l’attenzione strategica ai “servizi alla persona”, l’attivazione di sistemi di reti integrate di servizi nei luoghi di vita che le persone persone anziane e giovani scelgono nelle città e nei quartieri.

1 Annuario europeo

2 Gian Carlo Blangiardo (2011) Programma Nazionale di lavoro per un invecchiamento attivo, vitale e dignitoso in una società solidale”, Dipartimento per le politiche delle famiglia, Consiglio dei Ministri
3 Libro Blanco del Enviejecimiento Activo – Gobierno de Espana- Ministerio Sanidad Politica Social e Igualdad-  IMSERSO

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