QUESTIONARIO SPERIMENTALE SU INVECCHIAMENTO ATTIVO E SOLIDARIETA’ TRA GENERAZIONI

Sabato 6 Ottobre a Pula ( CA) è stata presentata la sperimentazione di un questionario sull’invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni nel corso del Congresso Nazionale della Società di Igiene (SITI).

Si tratta di un primo lavoro di ricerca sul campo condivisa tra il gruppo di professionisti  FPR-Abitare con servizi per l’invecchiamento attivo, la Scuola di Specializzazione Igiene e Medicina Preventiva con il contributo della Dott.ssa Roberta Sassu, Psicologa di GeRSIA. Il questionario è sato propedeutico alla presentazione del Progetto “Abitare sociale con servizi” elaborato da FPR-Abitare sociale con servizi per l’invecchiamento attivo e presentato in contemporanea nella stessa sessione di Comunicazioni congressuali. La somministrazione del questionario sperimentale ancorchè ancora  validato aveva gli  obiettivi specifici di indagare il fenomeno dell’ Active Ageing (invecchiamento attivo) e verificare la conoscenza e la consapevolezza dell’invecchiamento attivo e del concetto della solidarietà intergenerazionale presso un campione di persone al fine di evidenziare  il bisogno della diffusione della cultura dell’ abitare sociale nell’ottica anche di potenziare la solidarietà tra le generazioni nel corso dell’invecchiamento attivo.

La metodologia utilizzata è consistita  nella strutturazione e somministrazione di un questionario ad un campione di 360 soggetti in età tra i 55 e i 65 anni ancora in età lavorativa. Partendo dall’analisi delle caratteristiche socio-demografiche, e della percezione dello stato di salute e stile di vita attuale delle persone intervistate, sono state indagate le  idee sul proprio invecchiamento attivo, su quali sono le condizioni, attività o interessi che possono caratterizzare questo periodo della loro vita, ancora qual è il contesto abitativo congeniale per evitare nel loro futuro invecchiamento il senso di isolamento e solitudine diffuso attualmente tra gli anziani. Si è inteso procedere inoltre ad un analisi multidisciplinare sule percezioni dell’abitare nei diversi luoghi di vita delle persone intervistate, correlata alla verifica di alcuni modelli europei  di residenze sociali con servizi per anziani e per giovani, e al loro confronto con il modello di presa in carico delle persone anziane a partire dal Punto Unico d’Accesso.

Il questionario è stato strutturato in tre parti i cui risultati sono stati così riepilogati:

  • Parte anagrafica: Il campione è formato dal 46% maschi e dal 54%  femmine, il 63% dello stesso  è di età compresa tra 50 e 59 anni, residenti per il 74% tra Cagliari e provincia. Il 67% possiede una licenza media o un diploma e il 25% afferma di aver conseguito una laurea. Il 72% del campione è coniugato o convivente
  • Parte su condizione lavorativa, salute, benessere e stili di vita: il 73% svolge una professione da lavoratore dipendente, il 67,5% non è fumatore, il 61% svolge regolarmente o moderatamente attività fisica, solo il 5% assume alcool regolarmente, il 71% coltiva tempo libero, il 70% del campione dichiara di essere sano e il 30% con patologia significativa accertata. Il 78% ha figli, l’84% vive in famiglia, l’86% vive in una abitazione di sua proprietà
  • Parte relativa alle idee sul proprio invecchiamento attivo: Il 69% prevede di andare in pensione tra più di 5 anni, solo il 4% giudica cattiva l’idea di andare in pensione, il 53% è preoccupato per l’invecchiamento . Le principali cause sono relative alla salute (53%) ed economiche (26%), il 48% conosce il significato di invecchiamento attivo.

La sperimentazione del questionario ha portato alle seguenti conclusioni:

I soggetti coinvolti nello studio, in generale:

  • non conoscono il tema dell’invecchiamento attivo, ma se presentato correttamente, accettano tutte le caratteristiche proposte;

  • ritengono la propria attuale abitazione sovradimensionata e con barriere architettoniche;
  • vorrebbero invecchiare in casa propria con i familiari (in abitazioni dimensionate e senza barriere)

  • ma una parte significativa comunque è disposta a cambiare abitazione/residenza per il suo invecchiamento e sceglie in parte una struttura con serviz

  • si evidenzia inoltre una scarsa conoscenza dell’ “abitare sociale”

In conclusione si rileva la necessità di avere un contesto abitativo condiviso sia nella valorizzazione della vita familiare ma anche nella possibilità di accesso a nuovi e innovativi strumenti; questo primo risultato incentiva ad ampliare  lo studio intrapreso sull’invecchiamento attivo in un approccio multidisciplinare.

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