10 INSEGNAMENTI CHE POSSIAMO APPRENDERE DAI NOSTRI ANZIANI

Alcuni anni fa il dottor Karl Pillemer della Università Cornell di New York, appartenente alla Ivy League, ha avviato il “Progetto Legacy”: iniziativa in cui sono stati intervistati già più di 1.500 anziani di tutto il paese con l’obiettivo di conservare in forma scritta la loro testimonianza. Il concetto fondamentale su cui si fonda il progetto è che l’eredità di una persona non debba essere composta unicamente da ciò che è materiale ma anche dall’intangibile. Si tratta di una tesi che viene difesa sempre più nella nostra società, che comincia a rendersi conto di quanto materialismo esacerbato le è stato imposto e che si è riflesso in molti programmi di pianificazione delle eredità negli Stati Uniti, come veniva apertamente evidenziato in un recente articolo del Wall Street Journal.

Senza titolo1Come segnalato in questo articolo dallo scrittore Tim Maurer, coautore del The Ultimate Financial Plan: Balancing Your Money an Plan (Wiley), “possiamo apprendere una grande quantità di lezioni dai nostri anziani e per questo dovremmo approfittare delle vacanze e delle riunioni familiari perché essi ci raccontino non solo quei capitoli della loro vita che non conosciamo, ma anche gli insegnamenti che hanno tratto da questi”. Ciò che differenzia questa così detta “Grande Generazione” rispetto ad altre è che questa ha vissuto alcuni degli avvenimenti più traumatici della storia, come la Grande Depressione, la Seconda Guerra Mondiale e anche la Prima, o l’Olocausto e l’esilio, un duro processo di formazione che ha fatto affinare le proprie aspettative e abilità.

9780452298484_p0_v1_s260x420Il progetto di Pillemer e dei suoi colleghi, però, non si limita ad essere una mera testimonianza, ma si propone di sintetizzare i risultati in una serie di conclusioni che ci possono aiutare nel nostro cammino personale.Circa 30 di queste sono state raccolte nel primo volume allestito per il progetto, pubblicato quest’anno e intitolato 30 lezioni per vivere: consigli veri e comprovati dagli americani più saggi. Lo stesso editore segnala come le risposte ricevute lo hanno sorpreso felicemente, poiché ha ritrovato “molto meno clichés rispetto a quelli attesi” e, al di là dell’età e dell’esperienza degli intervistati, le risposte sono state molto poco retrò.

1. DÌ DI SI ALLE OPPORTUNITÀ
Alla fine della vita, la maggior parte dei nostri pentimenti hanno più che a vedere con ciò che non abbiamo fatto piuttosto che con ciò che avremmo potuto fare. Ogni intoppo nel cammino è un’opportunità per scrivere un nuovo episodio nel libro della nostra vita, mentre evitare le opportunità per paura che cambino lo stato delle cose conduce a chiederci nella nostra vecchiaia perché non abbiamo intrapreso quel cammino, nonostante in quel momento sembrasse sbagliato. Paradossalmente, i più felici erano quelli che avevano preso decisioni più complicate.

2. NON LAVORARE CON L’UNICO OBIETTIVO DI ARRICCHIRTI
Una delle differenze più significative tra le generazioni nate nella prima metà del secolo scorso e quelle più giovani è che nessuna persona delle prime ha scelto la propria carriera con l’obiettivo di ammassare una grande fortuna a scapito della realizzazione personale. Una cosa è che ci costi trovare il lavoro desiderato e ci dobbiamo adattare a quello che abbiamo, molto diverso è ottenere un posto che non ci farà felici però ci permetterà un benessere materiale.

3. PERCHÉ UN MATRIMONIO FUNZIONI BISOGNA CONDIVIDERE GLI STESSI OBIETTIVI
La maggior parte delle coppie si formano a partire da una attrazione sessuale e romantica, però come evidenziano quelle coppie che sono rimaste unite per vari decenni, la cosa più importante per la sopravvivenza della relazione è condividere le stesse mete. Inoltre per quanto si dica che è preferibile che i membri della coppia siano molto diversi per potersi complementare, i veterani smentiscono questa affermazione e assicurano che è meglio essere compatibili e avere slanci in comune

4. NON DISDEGNARE I BRUTTI LAVORI
In certe occasioni ci troveremo in una situazione lavorativa che probabilmente non è quella che speravamo. Al posto di disperarcie riscaldare la sedia dell’ufficio fino a trovare qualcosa di meglio, è preferibile affrontare di buon viso la situazione e, senza ingannare noi stessi pensando che sia un lavoro meraviglioso quando invece non lo è, cercare di imparare qualcosa dall’esperienza. I grandi trionfatori nella vita sono quelli che sono capaci di trarre saggezza da ogni attività che svolgono nel corso della propria esistenza, nonostante questa non sia positiva a priori.

5. L’EDUCAZIONE DEI FIGLI DIPENDE DAL TEMPO CHE LORO DEDICHI
I figli non si educano da soli, per quanto in molte occasioni sia più semplice trovar loro il maggior numero di attività extrascolastiche possibile per non doverci preoccupare di loro. Certamente, i figli meglio educati sono quelli ai quali i genitori hanno dedicato maggior tempo, ritengono gli anziani. Gli intervistati ricordano che è molto importante trascorrere il così detto “tempodi qualità” insieme (cioè fine settimana, viaggi o feste comandate) come convivere quotidianamente e poter chiacchierare ogni giorno

6. VIAGGIA MOLTO
Forse non tutti abbiamo la stessa disponibilità di tempo e di denaro per poter lasciare la nostra casa spesso, però tutti quelli che hanno viaggiato abbastanza concordano che è stato essenziale per poter aprire le proprie vedute e guardare sotto altri punti di vista la propria esistenza quotidiana. Sono gli stessi che dicono che ciò che ricordano meglio del proprio passato sono i propri viaggi., compresi quelli che non sono durati più di un fine settimana. Pillemer segnala che “la ricompensa del viaggiare è talmente grandiosa che i giovani dovrebbero averla come priorità al momento di spendere i soldi, molto prima di atre cose”.

7. NON LOTTARE CONTRO L’INVECCHIAMENTO
E’ un processo irreversibile che presto o tardi arriverà per tutti, al punto che negarlo finisce per esitare in un comportamento patetico, o addirittura dannoso. “Non sprecare il tempo lamentandoti di essere vecchio”, segnalano i vecchi esperti, che inoltre sogliono aggiungere che la vecchiaia non è poi così come la dipingono. Di più, molti concordano che si tratta di una delle tappe più felici della propria vita e che non ha senso comportarsi come un giovane per ritardarla il più possibile.

8. IL TEMPO È TUTTO
Tener sempre presente che il nostro tempo in questo mondo è limitato non deve portarci alla tristezza e alla frustrazione, al contrario: deve servire come scusa per approfittare al massimo possibile del nostro tempo, senza stress, per non produrre poi l’effetto contrario. Per questo non dobbiamo lasciare a domani quello che possiamo fare oggi, né al lavoro, né nella vita personale, nénel nostro tempo libero. La vita è troppo corta per trascorrerla stando fermi o annoiandoci.

9. LA FELICITÀ È UNA SCELTA NON UNA CONSEGUENZA
Gli anziani condividono il senso di una delle frasi più abituali dei libri di auto aiuto, cioè che la felicità non deve essere lafine del cammino ma il punto di partenza. Un uomo di 75 anni segnala nello studio che “non puoi controllare tutto ciò che ti accade, però puoi essere responsabile delle tue attitudini e delle tue reazioni prima degli avvenimenti”. Nella stessa linea, tutti segnalano che ogni secondo che passiamo a preoccuparci per qualcosa è un secondo di vita che sprechiamo.

10. QUANDO DIVENTI VECCHIO, MANTIENI I CONTATTI SOCIALI
Uno dei grandi pericoli dell’invecchiamento è la possibilità dell’isolamento nel restare al margine della società, favorita da diversi fattori come problemi di salute, difficoltà nella mobilità o il pensionamento. Non si devono mai perdere di vista gli amiciné la famiglia, apprendere sempre cose nuove e, se possibile, conoscere gente di diversa età (per esempio, partecipando a differenti corsi di aggiornamento o attività) e accettare tutti gli inviti possibili a eventi sociali.

Traduzione da: http://www.mayoresudp.org sito di UDP (Union Democratica de Pensionistas y Jubilares de Espana) – 29 maggio 2013
+info: http://legacyproject.human.cornell.edu/sample-page/

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