Cambiare l’abitare cooperando. Intervista a Rossana Zaccaria

Cambiare l’abitare cooperando è un libro scritto da Rossana Zaccaria, Giordana Ferri e Angela Silvia Pavesi.

Il libro è frutto di un lavoro corale e di un dialogo a più voci che riserva alla versione cartacea la parte più analitica della riflessione e ai contenuti digitali gli aspetti più immediati delle testimonianze e delle esperienze. Il risultato finale è rappresentato da una visione plurale della figura del Gestore Sociale, che si delinea grazie alla molteplicità dei punti di vista dei soggetti che operano a vario titolo lungo tutta la filiera dell’housing sociale, che vanno dalla finanza, all’advisoring, alla ricerca, ai gestori impegnati sul campo, al contesto internazionale, fino ad arrivare agli abitanti.

Ma chi è il Gestore Sociale?

Il punto d’intersezione si situa tra le politiche abitative, le strategie di rigenerazione urbana, la finanza a impatto sociale e le competenze tecniche richieste per la gestione del patrimonio immobiliare, unisce trasversalmente più settori: il real estate, il design dei servizi e i modelli sperimentali di nuova cooperazione per la sostenibilità e l’innovazione sociale.

Il luogo circoscritto è quello dell’abitare, che è il campo dove il Gestore Sociale opera e si misura con le difficoltà concrete e le opportunità che si presentano tutti i giorni: armonizzare la convivenza tra persone di nazionalità e condizioni sociali diverse; prevenire e gestire i conflitti; trasformare i recinti culturali in aperture sul mondo; sostenere le fragilità e dare capacità alle speranze legate a progetti di vita, creare comunità collaborative.

Per approfondire il tema abbiamo rivolto alcune domande a Rossana Zaccaria.

 

Cosa si intende per “casa come sistema e generatore di welfare?”

Potrei dire che l’elemento di partenza del processo consiste nell’offrire un’abitazione a chi non ha la possibilità di accedere al libero mercato e allo stesso tempo  non ha i requisiti per l’alloggio pubblico, garantendo un affordable housing. Ma il perimetro dell’abitare si sta estendendo, comprende un’offerta di servizi più articolati e cresce l’idea di una forma di abitare come luogo generativo di forme di comunità (piattaforme sperimentali, community hub) che diventa protagonista nella strutturazione di nuove opportunità.

Tale percorso agisce in modo complementare su una doppia via: Bottom-up (intenzionalità e bisogni espressi dagli abitanti ); Top-down (il gestore si caratterizza come attivatore del processo) e unisce elementi di intergenerazionalità e interculturalità qualificandone l’offerta.

Nella vostra idea l’abitare deve essere coinvolgente e partecipativo prima di tutto. Per tale motivo nel libro vi riferite all’Abitante come produttore di luogo”. Come si concretizza tale concetto nella progettazione?

Una delle tre funzioni del gestore sociale è quella del community making. Fornire strumenti per consentire agli abitanti l’utilizzo degli spazi conducendoli in un percorso di autonomia.

Fondazione Housing Sociale ha ideato un pacchetto di tools sullo Start Up delle Comunità, che definisce un percorso in quattro tappe:

  1. La prima fase del percorso è la “Selezione” coinvolge tutti i candidati che sono risultati idonei rispetto ai requisiti contenuti nell’Avviso. Per il Gestore Sociale l’obiettivo di questi incontri è quello di giungere alla definizione di attività condivise per il futuro. Saranno eseguiti due giorni di laboratorio e, attraverso l’uso di social card e la scheda di ideazione, si definiranno le attività che desidera fare il gruppo,
  2. Tappa definita di “Benvenuto-Warm up in cui si aggiornano i futuri co-abitanti sull’avanzamento del cantiere e dello stato delle assegnazioni. Durante questo incontro si propongono già delle attività collaborative che i futuri inquilini possono attivare, come il gruppo di acquisto degli arredi e per la gestione dei traslochi.
  3. A seguito dell’ingresso di tutti i residenti nella nuova casa, avviene la fase di “Planning”. Essa si caratterizza per progettare le attività di gestione degli spazi ed è composta da sei incontri, con l’obiettivo di progettare l’uso degli spazi comuni e sviluppare 4/5 attività collaborative e/o servizi da realizzare. Queste attività vengono progettate e prototipate durante i primi incontri e attuate per un periodo di prova di circa quattro mesi in cui vengono impostate le regole d’uso degli spazi comuni e avviata la strutturazione della governance dell’intervento.
  4. Infine avviene la fase di “Start up” che ha come fine ultimo la definizione della governance degli abitanti. Qua gli abitanti affiancati a da esperti e consulenti arriveranno così alla realizzazione di una struttura organizzativa della comunità. Saranno fatti anche incontri valutazione in post con vari obiettivi: risolvere eventuali problemi, dare un supporto alle nuove iniziative, sottolineare i progressi fatti e mantenere un rapporto con gli abitanti iniziando però contemporaneamente ad avere un ruolo secondario, in uscita.

Sono percorsi complessi che vanno evidentemete adattati ai singoli contesti, e rispetto ai quali vanno monitorati gli esiti ( ad esempio che le aggregazioni formali che si creano siano inclusive e non cerino paradssolamente vissuti di esclusione). Si è arrivati a risultati interessanti in molti contesti e i più consolidati sono il Progetto Cenni di Cambiamento e Borgo sostenibile.

Come avviene la valutazione e monitoraggio del lavoro del gestore sociale?

Al momento abbiamo definito un track record con un set di indicatori al momento piuttosto “grossolani” ( per la “proprietà” per esempio si valuta la morosità, quanti alloggi sfitti e occupati).  Altro strumento è quello del rating sociale di Avanzi che mette in campo una valutazione ex-ante, in itinere, ex-post.

Noi vorremmo costruire uno strumento più raffinato, incentrato sul modello cooperativo, co-progettato dai gestori, che valuti questa complessità, e che dimostri anche la tenuta dell’intervento immobiliare. Lo scopo è avere indicatori più efficaci anche per attrarre finanziamenti a impatto sociale.

Con la nascita di questa nuova figura professionale, composta da una molteplicità e multidimensionalità di competenze, si aprono nuovi scenari per l’abitare. Questo processo necessita di essere riconosciuto sia a livello sociale che economico. Investire e promuovere è un inizio.

Intervista a cura di Samuele Verucchi

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